Quando in Italia si nomina la parola “revisione”, si pensa agli innumerevoli articoli su truffe, trucchi e risultati falsati. Purtroppo questa ondata di diffamazione contribuisce a rendere – agli occhi degli italiani – la revisione una spesa inutile, un’operazione poco seria alla quale per legge non ci si può sottrarre. Se già in tempo di crisi è difficile valorizzare qualsiasi servizio, lo sono ancora di più i centri di revisione ogni giorno costretti a scontrarsi con il pregiudizio degli automobilisti scettici.
Sicuramente, da responsabile tecnico esperto, non voglio fare il negazionista: esistono tanti centri di revisione disonesti che operano ai limiti della legalità, ma ce ne sono altrettanti onesti e professionali da menzionare. Come in ogni ambito, fa più scoop una notizia negativa rispetto a 100 positive. Per questo, è particolarmente ardua l’impresa di rimuovere decenni di fango in questo settore.
L’origine del disordine è il sistema stesso concepito male e sfuggito decisamente di mano allo Stato dopo un ventennio di attività. Un ente di controllo dovrebbe essere il più possibile imparziale per dare un giudizio coerente. I centri di revisione però sono strutture private in regime di concorrenza reciproca. Situazione controllabile fintanto che i centri non erano diffusi a macchia d’olio su tutto il territorio.
Nel 2017 l’amaro epilogo è la condizione statistica di autodistruzione dei centri revisione auto: più del 50% delle attività ha un fatturato sottodimensionato rispetto agli studi di settore e probabilmente sopravvivono grazie agli introiti legati all’autoriparazione. Come se non bastasse, l’esito negativo del collaudo è concepito in maniera talmente restrittiva che spesso i centri preferiscono optare per un pre-controllo del veicolo prima di iniziare ufficialmente la pratica in modo irreversibile.
È assurdo che per una lampadina fulminata (caso limite), l’automobilista per legge debba ripresentare il veicolo nuovamente al collaudo e ripagare integralmente la tariffa. La ciliegina sulla torta, in senso ironico ovviamente, è la totale mancanza di controlli da parte della Motorizzazione sul territorio: gran parte delle sedi ha carenza di personale mentre il Ministero dei Trasporti, a quanto pare, non intende investire in questo settore.
Mentre il sistema, concepito in questo modo, non può funzionare, coloro che quotidianamente ne fanno le spese sono i responsabili tecnici, gli anelli deboli della catena del mondo revisioni. L’operatore che presiede le operazioni di revisione ministeriale, firma i referti, detenendo la responsabilità penale sull’operato. La maggior parte di queste figure sono lavoratori subordinati, il più delle volte inquadrati come operai semplici i quali hanno tutto l’interesse a lavorare in modo corretto. Un aumento o una diminuzione della mole del revisionato non cambierebbe la loro remunerazione.
Probabilmente, coloro che spingono per revisioni facili, rapide ed indolori, fanno di questo servizio un business puro, seguendo solo le mere logiche imprenditoriali che in questo settore sono molto pericolose in quanto incidono sulla sicurezza stradale collettiva. Pertanto, per una questione professionale, ma anche per passione (ed un po’ perché era inevitabile), molti responsabili tecnici hanno deciso di vincere la concorrenza cooperando tra di loro con un progetto chiamato Targa Alert (o Alert Revisioni), a seconda della regione.
In sostanza, coloro che per qualsiasi motivo riescono a sottrarsi all’esito negativo ufficiale delle revisione, vengono segnalati ai colleghi che in questo modo senza perdere tempo scoprono le criticità del veicolo. È pratica ormai consolidata la ricerca da parte degli automobilisti di un centro revisioni compiacente disposto a chiudere un occhio sulle irregolarità dell’automobile.
Progetto fine a se stesso – se non che in qualche provincia – l’elenco dei veicoli difettosi viene trasmesso agli uffici della Motorizzazione che conseguentemente controllano in modo mirato punendo sia l’automobilista che il centro di revisioni compiacente.
L’iniziativa piace molto anche alle Forze dell’Ordine che attraverso gli scanner in dotazione possono individuare i veicoli e conoscere in tempo reale le carenze multando i trasgressori del Codice della Strada.
E’ circa un anno che lavoriamo in questa direzione riscontrando subito ottimi riscontri. L’obbiettivo principale resta la formalizzazione delle procedure obbligatorie per tutti i centri di revisione in modo da migliorare il servizio e limitare i veicoli pericolosi che circolano sulle strade pubbliche.
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